Shooting
Ritratto fotografico
Dietro le quinte di uno shooting: un ritratto fotografico, una storia da raccontare
Dopo una breve telefonata, fissammo un appuntamento. Claudio aveva bisogno di cinque ritratti professionali per il suo sito web e LinkedIn. Un progetto apparentemente semplice, ma ogni shooting racconta una storia unica. Questa è quella di Claudio.
Claudio arriva puntuale, elegante e con una borsa piena di vestiti. Un professionista, senza dubbio. Per rompere il ghiaccio, gli faccio una battuta sulla sua impeccabile eleganza, e il suo sorriso distende subito l’atmosfera. Dopo un breve tour del nostro ufficio, lo accompagno nella sala fotografica. È importante mostrargli tutto con calma, spiegargli il processo passo dopo passo. La maggior parte delle persone non si sente a proprio agio davanti a una macchina fotografica e Claudio non fa eccezione. Il mio lavoro inizia proprio qui: metterlo a suo agio.
Accendiamo le luci, preparo la scena, e subito noto il primo ostacolo: gli occhiali di Claudio. Le lenti graduate reagiscono alla luce potente dello studio, scurendosi leggermente come se fossero all’aperto. Poco male, penso tra me e me: me ne occuperò in post-produzione. Ora c’è un’altra sfida più grande da affrontare: aiutare Claudio a sentirsi naturale, autentico, se stesso.
Inizio con una chiacchierata. Gli chiedo del suo lavoro e scopro che è un consulente per aziende svizzere. Si accende quando ne parla e la tensione si allenta. Questo è il trucco: farlo immergere in ciò che ama, far dimenticare la macchina fotografica. Gli porgo una penna e gli dico di gesticolare mentre mi racconta qualcosa. È incredibile come un semplice oggetto possa trasformare la postura, sciogliere il corpo e regalare naturalezza agli scatti. Claudio inizia a sentirsi più a suo agio, e i risultati si vedono subito: la sua figura è più rilassata, più autentica.
Poi arriva il momento di fare qualche risata. Dico qualcosa di buffo, improvviso un paio di battute. Non è facile far ridere qualcuno davanti a una macchina fotografica, ma alla fine ci riesco. Il sorriso che ottengo non è forzato.
Ogni shooting è un dialogo, un lavoro di ricerca reciproca. Scoprire il lato migliore di una persona quello che loro stessi magari non conoscono o non valorizzano è il cuore del mio lavoro. A volte si tratta di trovare un compromesso tra la percezione che qualcuno ha di sé e ciò che trasmette agli altri.
Alla fine della sessione, mentre rivediamo gli scatti insieme, Claudio sorride. È soddisfatto, e io con lui. Quelle immagini non sono solo fotografie: sono frammenti della sua personalità, catturati in un momento di naturalezza e autenticità. Questo è ciò che amo del mio lavoro: raccontare storie, una foto alla volta.